San Benedetto Po (MN) - ITALY
03-19 Aprile 2026

UTOPIA

UTOPIA
la cura dell’arte per immaginare futuri possibili

La Terza Edizione della Biennale di Arteterapia si terrà presso le tre prestigiose locazioni della Galleria Mostre, della Sala del Capitolo e del chiostro intermedio dell’ Abbazia di San Benedetto in Polirone, con allestimenti sia interni che esterni, nel cuore di San Benedetto Po a Mantova.
Sarà aperta al pubblico dal 3 al 19 aprile 2026.

Scarica il bandoProgramma

Il titolo della manifestazione è: “Utopia- la cura dell’arte per immaginare futuri possibili”.
L’argomento ispirato anche dal contesto in cui si svilupperà il percorso espositivo, in un sito importante per la sua impronta storico-artistica rinascimentale, epoca in cui il dibattito sull’utopia era molto sentito e approfondito. Il tema certamente di attualità, considerando la difficoltà che abbiamo ora di riuscire a proiettarci nel futuro, in questa società dall’ “eterno presente”.

Del resto l’arte stessa è di per sé utopica, altrimenti rischierebbe di essere solo decorazione.

Alla Biennale esporranno tutti gli arteterapeuti formati presso scuole di arteterapia riconosciuti e operanti nell’ambito della relazione d’aiuto, che esprimono la propria personale arte nell’ambito delle discipline della fotografia, della pittura, della grafica, della scultura, delle installazioni, delle arti performative, degli audiovisivi ed eccezionalmente ad artisti che si occupano professionalmente di atelier per varie fasce di utenza, con esperienze consolidate e significative.

Patrocinato da:

La III° Biennale di Arteterapia nelle terre di
MATILDE DI CANOSSA

L’Abbazia di San Benedetto in Polirone fu fondata nel 1007 da Tedaldo di Canossa in un’isola tra il Po e il Lirone, da cui il nome.

Nel Medioevo divenne un importante centro spirituale e culturale, beneficiando anche del favore della contessa Matilde di Canossa. Dopo essere stata affidata all’abbazia di Cluny e aver sostenuto la riforma gregoriana, nel XV secolo divenne commendataria dei Gonzaga e aderì alla Congregazione Cassinese. Nel Rinascimento fu abbellita e ampliata, ma la sua storia fu poi segnata da saccheggi e difficoltà economiche, culminando nella soppressione napoleonica del 1797, che portò al degrado del complesso.
Oggi, il sito ospita il Museo Civico Polironiano e le parti rimanenti sono in fase di recupero.
La fondazione avvenne per volere di Tedaldo di Canossa, nonno di Matilde, che nel 1007 donò i terreni ai monaci benedettini.
Il monastero sorse sull’isola situata tra il Po e il fiume Lirone, un punto strategico per il controllo della navigazione fluviale.
Divenne un centro spirituale e di bonifica del territorio, con l’applicazione delle conoscenze dei monaci per la costruzione di canali e l’agricoltura.
Nel 1077, la Contessa Matilde di Canossa donò il monastero al papa Gregorio VII, che lo affidò all’abate di Cluny. L’abbazia fu un propulsore della riforma gregoriana nell’Italia settentrionale.
Matilde di Canossa scelse l’abbazia come luogo di sepoltura, dove rimase dal 1115 al 1633, quando le sue spoglie furono trasferite a Roma.
Dal 1419, i Gonzaga divennero abati commendatari, contribuendo alla spiritualità e all’aggregazione della comunità alla Congregazione Cassinese.
Tra il XV e il XVI secolo, sotto l’abate Gregorio Cortese e con l’intervento di artisti come Giulio Romano, l’abbazia fu oggetto di un’importante rielaborazione architettonica e di un ampliamento artistico.
I secoli successivi videro l’abbazia subire saccheggi, straripamenti del Po e difficoltà economiche, portando alla vendita dei resti di Matilde a Papa Urbano VIII.
Nel 1797, le truppe napoleoniche decretarono la soppressione del monastero, causando la dispersione dell’archivio e il trasferimento di gran parte della biblioteca alla Biblioteca di Mantova.
Gli edifici subirono un progressivo degrado, ma oggi parte del complesso ospita il Museo Civico Polironiano, mentre il recupero delle parti rimanenti è ancora in corso