IL SENSO DELLA PROPOSTA BAT
BIENNALE DEGLI ARTETERAPEUTI
L’utilizzo del mezzo artistico nell’ambito della prevenzione del disagio, della malattia e della cura
della persona, si sa, è cosa antica e abbastanza assodata. Sicuramente l’arteterapia rappresenta
una delle applicazioni più esplicite di questa praxis.
Molto si è detto sull’ aisthesis, ovvero sulla capacità dell’arte di sentire e fare uscire emozioni,
aspirazioni, paure; meno sull’arte come sistema lingustico, costituito da una propria sintassi, di
una sua ermeneutica, in grado di comunicare universalmente; ancor meno si è indagato sulla
necessità estetica individuale, intendedo con ciò non solo l’anelito a un generica idea di bellezza,
ma anche la definizione di un proprio codice visivo, di un’impronta digitale artistica, certamente
del tutto propria, ma in grado di essere trasmessa, compresa e magari condivisa anche dagli altri.
L’idea della biennale degli arteterapeuti (BAT) è nata da queste premesse: offire ai professionisti
dell’arteterapia, cioè dell’arte che cura, uno spazio dove poter esprimere la propria identità visiva
all’interno di una cornice collettiva; un luogo dove poter incontrare altre persone con interessi
comuni, ma proveninti da ambiti anche molto differrenti, dal punto di vista culturale e spesso
anche geografico. Utilizzando un linguaggio classico, un’agorà dove una koiné di artisti-
arteterapeuti possono manifestare e condividere la propria ricerca estetica. Ben lungi da una
sterile esibizione individuale, o peggio, narcisistica (cosa che in ambito strettamente artistico,
ahimè a volte abbonda) ma un profiquo confronto con altre analoghe ma differenti ricerche. In fin
dei conti l’arteterapia a mettere in relazione varie parti del Sé e L’Io con il Noi.
Sovente in ambito arteterapeutico si tende a sottovalutare l’importanza della ricerca estetica,
enfatizzando l’importanza del processo interiore ottenuto dalla pratica artistica, quest’ultima
considerata come semplice mezzo. In realtà, mentre si considera indispensabile la formazione
permanente per un professionista della psicoterapia, aggiornamento inteso come
approfondimento e miglioramento delle proprie qualità professionali, la stessa cosa curiosamente
non succede quando si toccano le competenza artistiche dell’arteterapeuta. Viceversa la pratica
artistica abbisogna di impegno costante, a volte soddisfacente, altre volte frustrante se non
doloroso.
La formazione generalmente triennale che porta al conseguimento del diploma di arteterapeuta
sicuramente non riesce a dare a tutte/i sufficienti conoscenze per esercitare con competenza il
mestiere e ancor meno dal punto di vista dell’utilizzo delle metodologie artistiche e della
conoscenza degli strumenti.
Questa manifestazione, attraverso la definizione di un argomento, sempre diverso per ogni
edizione, cerca di permettere a quelle persone che coscientemente hanno individuato e percorso
una loro ricerca introspettiva, ma con uno sguardo più ampio sul mondo, di “mostrare” i risultati
da loro ottenuti, in un’ottica dialettica, in grado di potersi sviluppare in obiettivi, possibilità e
scenari più grandi rispettoalla mera logica individualistica così cara alla nostra odierna società.
PROGETTO BAT
coordinatore Carlo Copelli








